Indicatori Dettaglio
1.1 Popolazione scolastica

Opportunità

La residenza della popolazione scolastica, come attestato dai Dati di Segreteria, si colloca per lo più nel Capoluogo, benché la Scuola accolga anche studenti dall’Hinterland e dalla periferia. L’omogeneità sociale e territoriale dell’utenza, seppur ubicata in un esteso contesto, facilita la progettazione e la comunicazione consentendo un feedback positivo. Esigua l’incidenza degli studenti stranieri. Positiva la distribuzione degli alunni iscritti al primo anno per voto d’ Esame di Diploma di Scuola Secondaria I Grado che conferma la frequenza di minori percentuali di studenti con voti pari alla sufficienza rispetto alle analisi di contesto restituite e superiori quantità di quanti giungono agli studi superiori con punteggi inclusi nel range di voto 7 – 9 . Il rapporto studenti – insegnante, essenziale a supportare la popolazione studentesca frequentante la Scuola, mostra valori in linea con i dati di riferimento restituiti.

Vincoli

LL’estrazione sociale e culturale medio–bassa della popolazione genera un notevole impatto sugli atteggiamenti e sugli esiti scolastici. La richiesta di gran parte della popolazione studentesca del contributo offerto dall’Ente comunale per l’acquisto dei libri di testo, annualmente registrata e monitorata dalla Segreteria scolastica, conferma un contesto socio- economico di riferimento contraddistinto da svantaggio culturale. Tale dato, che il documento attesta al valore di 1,6%, si confronta con valori che sfiorano l’unità o la sua metà a livello provinciale, regionale e nazionale. L’alto numero di Scuole Secondarie di II Grado cui l’Istituzione si interfaccia, con le implicite differenze in termini di impostazione didattica e preparazione di base, rende necessario un’impegnativa azione di orientamento didattico e progettuale, che mette in atto altresì opportuni accorgimenti pedagogico – curricolari in risposta alle evidenze dei bisogni evolutivi speciali presenti corrispondenti al numero di 170 unità, come indicato nel PAI incluso nel PTOF della Scuola. Il pendolarismo e l’ampio raggio di residenza dell’utenza richiede grande flessibilità organizzativa per la gestione dei ritardi e delle uscite anticipate, oltre che dei prelievi e degli accompagnamenti obbligati da parte dei genitori in caso di necessità per esempio, per giustificare assenze o eventuali ammonimenti disciplinari comminati.

1.2 Territorio e capitale sociale

Opportunità

Il percorso degli studi genera significativi momenti di maturazione e riflessione negli allievi rendendoli coscienti delle opportunità che l’apprendimento offre loro, sostenendoli nelle crescenti difficoltà strutturali connesse all’ambiente formativo, lavorativo, economico e sociale di insediamento. La Scuola è proiettata all’esterno, collaborando ed instaurando rapporti e relazioni con aziende e strutture ricettive del territorio, animata dall’intento di avviare gli allievi all’esercizio pratico dell’attività professionale in contesti di stage e di Percorsi per le Competenze Trasversali e di Orientamento. Effettua un’indagine approfondita e sistematica delle risorse del territorio proponendosi di pianificare collaborazioni ed intese in un’ottica di lungo periodo, cercando di sfruttare la vocazione turistica del territorio e sperimentando collaborazioni animate dallo scopo di avvicinare gli allievi al territorio ed alle potenzialità dallo stesso espresse. Aperta e dinamicamente proiettata alla progettualità, in grado di generare proposte di arricchimento dell’Offerta Formativa, si adopera perché al finanziamento statale si affianchino contributi alternativi.

Vincoli

L’ampliamento dell’offerta formativa, di cui la scuola si fa portavoce, necessita della profusione di impegno, risorse ed energie per renderla efficace in vista di una complicata ed articolata gestione interna dei laboratori e di una incisiva azione formante a contatto col territorio, non sempre pronto pertanto ad accogliere per carenze strutturali, oltre che per gli irregolari tassi di immigrazione e disoccupazione. L’Istituzione esterna la propria azione in un contesto caratterizzato da un tasso di disoccupazione che corrisponde quasi al doppio del dato nazionale, come molte altre regioni del Sud Italia. Il basso tasso di immigrazione, del resto, conferma l’esistenza di barriere ed ostacoli all’ ingresso in un mercato del lavoro complesso e vischioso. Le rigidità economico – strutturali del contesto di insediamento condizionano, dunque, una programmazione di lungo periodo in grado di supportare l’arricchimento e l’articolazione di una più flessibile e dinamica offerta educativa.

1.3 Risorse economiche e materiali

Opportunità

Le entrate, consistenti per lo più nei fondi statali, regionali ed UE sono finalizzati ad una offerta formativa di qualità, diversificata e flessibile. I fondi statali sono assorbiti dalla retribuzione del personale di ruolo e supplente, oltre che dalla retribuzione accessoria. L’Istituzione destina l’8% circa delle entrate, rappresentate da Fondi UE e nazionali, al funzionamento generale. L’impegno nell’individuazione di fonti accessorie cui ricorrere, derivanti dal finanziamento di interventi e progetti didattico-educativi regionali ed europei, oltre che dall’espletamento dell’attività di catering presso terzi, che diviene proficuo momento di crescita professionale per gli studenti, confluendo in azioni di miglioramento, per lo più acquisti e rimpiazzi,essenziali al ricambio di strumenti ed attrezzature ed in esenzioni del contributo volontario per gli studenti meritevoli, volti ad assicurare un valido supporto all’arricchimento dell’offerta formativa. Ben organizzati i laboratori, la palestra, gli ambienti di apprendimento. Di supporto alla didattica la presenza della connessione a Internet attraverso una rete WIFI ed il supporto alla stessa offerto dalle TIC. L’indagine condotta sulla componente genitori circa la raggiungibilità e l’ubicazione della Sede risulta accogliere un livello di consenso corrispondente al 68% (Indicatore 1.3.g: Esiti Questionario Genitori-Raggiungibilità e Posizione della Scuola).

Vincoli

Nel complesso non elevata la differenziazione delle entrate destinata ed intitolata all’implementazione dell’Offerta formativa. Le molteplici attività di cui l’Istituzione si fa carico richiedono un’attenta pianificazione in termini di tempi e di erogazione dei servizi, nonché elevato impegno organizzativo e gestionale. Il contesto all’interno del quale l’Istituzione si adopera nel diffondere valori educativi e didattici è vischioso e complesso. Da rafforzare il rispetto delle norme di sicurezza ed il superamento di barriere architettoniche.

1.4 Risorse professionali

Opportunità

In linea con le comparazioni di contesto, la gran parte degli insegnanti è titolare di contratto a tempo indeterminato e supera per la maggioranza i 55 anni pur denotando una percentuale sostenuta di quanti ricadono nella fascia d’età 45 - 54 anni. Il possesso della laurea della quasi totalità della popolazione di riferimento, compresa una parte dei docenti tecnico-pratici, di titoli aggiuntivi all’Abilitazione e di certificazione linguistica, è di conforto alla solidità professionale della Scuola. L’incarico effettivo del DS, con l’annessa elevata stabilità, che offre all’Istituzione 12 anni di maturata permanenza nella gestione, si pone in linea con la quasi totalità dei benchmark restituiti ed attribuisce continuità e forza al suo indirizzo programmatico. Il DSGA, di lunga esperienza nel ruolo, è di recente inserimento all’interno dell’Istituzione. La stessa dispone di una professionalità docente, a tempo indeterminato per il 73 % circa ed in servizio presso l’IS per il 70% circa da più di 5 anni di poco inferiore all’ 82% medio delle restituzioni provinciali, regionali e nazionali, che condivide le esigenze di ampliamento ed implementazione dell’offerta formativa. Più elevate, rispetto alle restituzioni, le quote di Assistenti Amministrativi, Tecnici e Collaboratori Scolastici a tempo indeterminato suddivisi per anni di servizio operanti con continuità all’interno Scuola. Regolare la presenza del personale ATA complessivamente inteso.

Vincoli

Il corpo docente, timoroso del giudizio valutativo, ma sostenitore del miglioramento continuo, si è dedicato alla compilazione del Questionario di Autovalutazione, per il 61% circa del personale in servizio. Corrispondente a 177 il valore complessivo dei Questionari Insegnanti consegnati su un totale di 289 unità del corpo docente in servizio lo scorso as. La maggioranza dei Docenti di Sostegno è titolare di contratto a tempo determinato, in assegnazione o utilizzazione, condizione che determina mancanza di continuità nell’attività professionale rivolta ad una fascia di utenza per la quale dovrebbe essere preminentemente garantita stabilità di riferimento nell’impianto della relazione docente – discente.

    Autovalutazione Indicatori Dettaglio
2.1 Risultati scolastici

Punti di forza

Le percentuali di alunni ammessi alle classi successive, nell’as 17-18, riportano medie totali crescenti per anno di corso con una lieve flessione al terzo anno a dimostrazione della maturazione che interviene nel singolo, dell’acquisizione di atteggiamenti improntati al rispetto del percorso formativo, oltre che del significativo impegno che il curricolo richiede in vista delle competenze specialistiche correlate al triennio degli studi, evidenziando trend in riduzione rispetto all’a.s. 16-17 e confermando una completa rispondenza con i contesti di analisi restituiti. Assenti le rilevazioni dei primi tre anni del corso degli studi per l’anno scolastico 18-19. Corrispondente al 94% la quota di ammessi nella stessa annualità alla Classe IV. In via di contrazione gli studenti sospesi in giudizio per debito scolastico. Ridotta al minimo la quota di abbandoni in corso d’anno. Continua, rispetto agli anni precedenti, la quota di studenti diplomati per votazioni incluse nel range 71- 100 punti all'Esame di Stato. Tale trend si correla alla distribuzione per media di voto degli alunni iscritti al I anno, denotante voti più alti rispetto ai dati dei contesti provinciali, regionali e nazionali restituiti. I rendimenti medi, attestati dalle votazioni finali conseguite alla Maturità, sono difatti, pienamente in linea con le risultanze dei voti in uscita dalle Scuole di I Grado, che si configurano quale buon presupposto per una proficua azione didattica.

Punti di debolezza

Ad attestazione di alunni che perseverano in uno studio non continuo ed armonioso oltre che della necessità di una maturazione nelle scelte di studio e di condotta degli allievi, l’elevato tasso di trasferimenti in uscita che, nei complessivi cinque anni di frequenza, mostra valori superiori ai livelli nazionali. Le differenze rispetto agli ambiti di analisi provinciali, regionali e nazionali rilevate al riguardo, evidenziano la necessità di mirate progettazioni curricolari. I trasferimenti in entrata, più bassi, rispetto ai contesti restituiti, non compensano quelli in uscita non riuscendo, almeno al I, al II ed al III anno, a controbilanciare gli effetti nel numero dei frequentanti di quanti orientano le proprie scelte formative altrove. Da notare il lieve aumento della percentuale di alunni che persegue votazioni agli Esami conclusivi del corso degli studi comprese tra i 60 ed i 70/100mi.. Auspicabile uno sforzo in progettazioni didattico – curricolari maggiormente rispondenti alle capacità, ai bisogni ed alle competenze espresse dagli allievi in vista di un più solido legame tra votazioni in uscita al termine degli studi ed esiti delle Restituzioni INVALSI.

Rubrica di valutazione

Criterio di qualità:

Gli studenti della scuola portano avanti regolarmente il loro percorso di studi, lo concludono e conseguono risultati soddisfacenti agli esami finali.

Rubrica di valutazione

5- Positiva

Motivazione

Percentuale di promozioni nulle dal primo al terzo anno e leggermente superiori rispetto ai contesti restituiti al quarto anno, con valori pari al 94% corrispondente ad uno scarto di 7 – 9 punti percentuali, rispetto ai contesti restituiti. Parimenti nulle le sospensioni di giudizio registrate nei primi tre anni che divengono, al quarto, corrispondenti al 16% c.a.. Ridotti gli abbandoni. I voti conseguiti all’Esame conclusivo del corso di studi, che si concentrano, per il solo 32,7% tra il 60-70 (registrando un aumento di 4 punti percentuali rispetto all’as 17-18), attestano una confluenza del 67,3% nella fascia di votazione medio – alta, dal 71 al 100, che rispecchia le votazioni di uscita della Scuola secondaria di I Grado di provenienza degli alunni. Aumentano di 1,2 punti percentuali, rispetto all’a.s. precedente, gli studenti che maturano una votazione agli Esami conclusivi tra 91 e 100. Tale evidenza richiede uno sforzo di coerenza in termini di progettazione didattico – curricolare al fine di supportare nel biennio gli esiti INVALSI tanto nelle prove di Italiano che di Matematica. I trasferimenti in entrata, seppur elevati, presentano valori ridotti rispetto a quelli in uscita che si attestano su percentuali sostenute al primo, al secondo ed al terzo anno contrapponendo le quote del 9,6%, 2,7% e 1,1% dei primi a quelle del 15,7 %, 3,2% e 3,4% dei secondi. Questi ultimi, in particolare, triplicano, in alcuni casi, e doppiano, in altri, i dati provinciali, regionali e nazionali. Necessaria un’attenta progettazione curricolare in grado di garantire un positivo riverbero sugli esiti.

2.2 Risultati nelle prove standardizzate nazionali

Punti di forza

Pressoché confortanti le Restituzioni INVALSI nelle Prove di Italiano in confronto con gli esiti degli IeFP statali afferenti a 3 classi Seconde e 4 Quinte che attestano risultati grosso modo in linea con quelli dei contesti del Sud Italia, regionali e nazionali ed a quelli di un numero complessivo di 6 del primo insieme e 9 del secondo al di sopra degli stessi contesti di riferimento. Per quel che concerne la Prova di Matematica solo due tra le Classi II e V superano i livelli centrati dai contesti di analisi. Nella stessa Prova, notevole l’affiancamento alle restituzioni regionali, del Sud e nazionali di numero complessivo di 5 classi Seconde e ben 11 Quinte.

Punti di debolezza

Persiste il divario negativo nelle attestazioni rispetto ai risultati di apprendimento nelle Prove Standardizzate Nazionali di Italiano che registrano, rispetto alle complessive 15 Classi II e 13 V della Scuola, percentuali medie inferiori agli esiti regionali, del Sud Italia e campani in 6 Classi del primo gruppo e 2 del secondo. Negativo il gap attestante il differenziale nei punteggi conseguiti nelle scuole con ESCS simile. Due i contesti classe II e V attestanti valori nella Prova di matematica al di sotto di quelli regionali, del Sud Italia e nazionali. Notevole il differenziale espresso dal tasso di variabilità attestante elevate differenze nella maturazione delle competenze tanto in Italiano che in Matematica tra le classi dell’Istituto ed all’interno delle stesse.

Rubrica di valutazione

Criterio di qualità:

Gli studenti della scuola raggiungono livelli di apprendimento soddisfacenti in italiano e matematica in relazione ai livelli di partenza e alle caratteristiche del contesto.

Rubrica di valutazione

5- Positiva

Motivazione

Per quel che concerne le prove di italiano, è evidente il divario tra il punteggio medio riportato dalle Classi Seconde della Scuola di 164,4 rispetto al dato regionale, del Sud e nazionale rispettivamente corrispondenti a 166,6 , 167,2 e 171,9. Più confortanti le attestazioni afferenti gli esiti delle Classi V che contrappongono la media di 165,7 a quella dei tre contesti di analisi di 154,0, 156,7 e 168,1. La Prova di Matematica restituisce, per le Classi II, un esito da rafforzare di 158,4, rispetto ai livelli regionali, del Sud Italia e nazionali pari a 165,2, 166,7 e 171,7.Parimenti da migliorare le attestazioni per la stessa tipologia di Prova delle Classi V che contrappongono il risultato di 161,5 a quelli di 155,4 , 159,7 e 170,0 degli stessi tre contesti di analisi restituiti. Corrisponde a -3,6 il divario che misura l’impatto del contesto socio-economico e culturale sugli esiti delle Prove INVALSI di Italino e -12,2 quello afferente ai test standardizzati di Matematica rilevato nelle Classi II sottoposte a somministrazione. Basso il tasso del 17,7 di variabilità dei risultati nelle Prove standardizzate di Italiano tra le Classi ed all’opposto alto quello di 82,3 all’interno delle stesse rispetto a valori del Sud e nazionali rispettivamente pari a 58,7 e 52,3 nel primo caso, 41,3 e 47,7 nel secondo. Sullo stesso versante, per quanto attiene al Test Standardizzato di Matematica, i valori della Scuola di 16 ed 84 si confrontano con valori alti pari a 64,4,4 e 58,5 del Sud e nazionale nel primo caso e 35,6 e 41,5 nel secondo. Esiti e variabilità rilevati dall’Istituto nazionale di valutazione attestano un necessario impiego in attività e strategie differenziate tendenti ad assecondare ritmi e stili di apprendimento differenziati, rispettosi delle peculiarità di ciascun studente. Emerge la necessità puntuale monitoraggio delle risultanze negative in vista di evitare, laddove sia possibile, turnover e ritardi nelle nomine.

2.3 Competenze chiave europee

Punti di forza

Dal Regolamento di Istituto al Codice di comportamento di Studenti e Studentesse in esso inglobato, fino alle norme disciplinanti il corretto uso dei laboratori ed i comportamenti da tenere nel corso della pratica,discende il richiamo al rispetto delle regole delle quali la Scuola si fa portavoce non come ferma imposizione,quanto come consapevole e responsabile atteggiamento di futuri cittadini.Valorizzata l’autonomia organizzativa e la capacità di orientamento nello studio tanto nella condotta più squisitamente professionalizzante, quanto nel lavoro curricolare e nelle azioni formative che vedono gli alunni coinvolti, nell’ambito dei progetti per le competenze trasversali e di orientamento e all’esterno dell’Istituzione (Indicatore2.3.a:Esiti Questionario Studenti–Autoefficacia Scolastica-Competenze chiave e di cittadinanza;Indicatore 2.3.b. Esiti Questionario Genitori - Insegnamento e competenze ).La Scuola adotta criteri di valutazione comuni per l'assegnazione del voto di comportamento,così come espressamente definito nel PTOF. Si adopera affinchè gli allievi acquisiscano competenze digitali, strategie per imparare ad apprendere, lo spirito di iniziativa e dell’imprenditorialità. Equo ed armonioso, tra i differenti Corsi di studio ed indirizzi, il raggiungimento del livello delle competenze chiave europee raggiunto dagli studenti, punto cardine del processo di valutazione e monitoraggio.

Punti di debolezza

Non radicata, a livello generale e vario, nel contesto ambientale e culturale di insediamento, l’idea della legalità e della rispettosa osservanza di regole e norme di convivenza a causa di presupposte strutture socio – politiche e connotazioni tipiche di un territorio non adeguatamente guidato e protetto che induce spesso ad assumere atteggiamenti poco riguardevoli ed irrispettosi della convivenza civile, ma che l’Istituzione contrasta. La Scuola, che si erge a difesa del rispettoso vivere civile, diffondendo principi e valori di rispetto, educazione e responsabilità, agisce per sfaldare reticenze ed ostruzioni. Combatte forme di aggressività e mancato rispetto delle regole, richiamando, se necessario, alla disciplina ed all’ordine. Essenziale perseverare ed insistere nella già consolidata e sistematica pratica di azioni didattiche formative, curricolari e non, con una forte ricaduta nel sociale, oltre che nel richiamo al rispetto della buona condotta, della legalità e dell’approfondimento delle competenze più squisitamente culturali, disciplinari e pluridisciplinari.

Rubrica di valutazione

Criterio di qualità:

Gli studenti della scuola acquisiscono livelli soddisfacenti nelle competenze sociali e civiche, nell'imparare a imparare, nelle competenze digitali e nello spirito di iniziativa e imprenditorialità.

Rubrica di valutazione

6-

Motivazione

La Scuola avvia progetti di collaborazione con Enti ed Associazioni, che puntano ad un rafforzamento della coscienza civile ed al consolidamento della maturità sociale degli alunni delle classi coinvolte, oltre che all’individuazione di un efficace metodo di studio. Gli alunni assumono sono supportati nell’assunzione di atteggiamenti consoni ed improntati alla buona educazione. Numerose le azioni avviate tese allo sviluppo del senso di legalita' oltre che di un'etica della responsabilita', del richiamo alla collaborazione e dello spirito di gruppo. I Questionari somministrati agli alunni, in merito ai comportamenti responsabili e rispettosi, all’ autonomia di iniziativa nella giusta impostazione del metodo di studio e alla capacita' di orientarsi dagli studenti, attestano risultati che possono definirsi soddisfacenti per il 75 % . Gli stessi genitori confortano questi positivi esiti concordando per il 77% sulla condivisione attuata all’interno della Scuola delle più appropriate regole di comportamento, sull’acquisizione di un buon metodo di studio, su un adeguato supporto della classe docente alle capacità relazionali e critiche degli allievi. La Scuola valuta le competenze europee degli studenti indirizzando l’azione del singolo docente all’adozione criteri di valutazione comuni per l'assegnazione del voto di comportamento e focalizzando l’attenzione sul rigore del rispetto e della condivisione.

2.4 Risultati a distanza

Punti di forza

Consistente l’impegno profuso a tal fine anche mediante azioni formative extracurricolari ad hoc, incluse nel Piano delle Attività e nel Piano Integrato di Istituto, tese all’affinamento delle competenze professionali, come si evince nel PTOF. Elevata la percentuale degli allievi che, nei due anni successivi agli studi, riesce ad inserirsi nel mondo professionalizzante dei servizi con contratti a tempo determinato, indeterminato o attraverso la pratica dell’apprendistato attestando per lo più una qualifica media. Prevalente nell’inserimento lavorativo il settore dei servizi, anche in attuazione delle competenze curricolari maturate. La quota di studenti che si iscrive all’Università opta per lo più per percorsi tecnico – scientifici perseverando nella maturazione di competenze coerenti con il curricolo di Scuola.

Punti di debolezza

Non sempre alle esperienze professionali maturate durante gli studi,attraverso occasioni di orientamento e di rafforzamento delle competenze trasversali e di stage, seguono reali opportunità lavorative offerte a tempo indeterminato che possano definirsi risolutive dell’esigenza di inserimento professionale.

Rubrica di valutazione

Criterio di qualità:

Gli studenti in uscita dalla scuola hanno successo nei successivi percorsi di studio e di lavoro.

Rubrica di valutazione

6-

Motivazione

Coincide con il 22,6% la quota dei diplomati che ha lavorato almeno un giorno del primo anno successivo a quello del diploma con contratto a tempo indeterminato, in confronto a valori regionali, decisamente più bassi, del 15,8% e nazionali, pressappoco identici, del 23% . Pressoché in linea con i dati regionali e nazionali la distribuzione del 37,8%, 15.6% e 13,3% dei diplomati della Scuola nei due anni precedenti che si inseriscono nel mondo del lavoro mediante contratto a tempo indeterminato, determinato e apprendistato. Significativa la quota del 91,1 che attesta la concentrazione degli stessi all’interno del settore dei servizi. Gli studenti spendono nell’inquadramento professionale una qualifica media per l’88,8%. Solo l’11,1% identifica una Qualifica Professionale bassa, attestandosi su livelli di molto inferiori al 31,5% regionale e al 33,6% nazionale.

    Autovalutazione Indicatori Dettaglio
3.1 Curricolo, progettazione e valutazione

Rubrica di valutazione

Criterio di qualità:

La scuola propone un curricolo aderente alle esigenze del contesto, progetta attivita' didattiche coerenti con il curricolo, valuta gli studenti utilizzando criteri e strumenti condivisi.

Situazione della scuola

6-

Motivazione

Alto il grado di presenza degli aspetti dell’elaborazione del curricolo, al pari della media dell’83% circa dei livelli provinciali, regionali e nazionali analizzati presentando linee guida comuni finalizzate allo sviluppo delle competenze trasversali come il 69,37% medio delle Istituzione di riferimento. Alto il grado di presenza degli aspetti della progettazione didattica in linea con l’ 88,3% medio delle realtà scolastiche nazionali, regionali e provinciali che utilizzano modelli di progettazione educativa comuni a tutta la Scuola e del 96% medio c.a. di predisposizione di PEI/PDP. La predisposizione di itinerari comuni per specifici gruppi di alunni, per classi parallele ed in continuità, perfezionata dalla strutturazione di criteri comuni di valutazione, allinea la Scuola ai contesti di riferimento riportanti rispettivamente i valori medi del 67,73%, 67%, 96,7% e 89,3%. La stessa utilizza il monte ore annuale per la realizzazione di attivita' autonomamente scelte e della programmazione in continuità verticale, confrontandosi con medie del 39% e del 50% c.a. dei contesti di riferimento. La definizione di Prove strutturate in ingresso ed in uscita per classi parallele, pur se limitatamente alle I, alle II dal presente a.s., ed alle III, allinea l’Istituzione alla media dell’81,5% %c.a. delle realtà indagate a livello nazionale, regionale e provinciale e di quelle finali del del 58,4%. La Scuola convive con alte percentuali che raccolgono valori corrispondenti al 67% circa afferenti alla mancata predisposizione di moduli o unità di apprendimento per il recupero ed il potenziamento delle competenze. Da perfezionare, dunque, il sistema di indagine dei bisogni formativi e da estendere gradualmente alle altre Classi della scuola.

3.2 Ambiente di apprendimento

Rubrica di valutazione

Criterio di qualità:

La scuola cura gli aspetti organizzativi, metodologici e relazionali dell'ambiente di apprendimento.

Situazione della scuola

6-

Motivazione

Le modalità orarie per l'ampliamento dell'offerta formativa e per interventi di recupero,consolidamento, potenziamento svolti in orario extracurricolare e curricolare accomunano l’IPSEOA all’84% circa deIle istituzioni dei contesti provinciali,regionali e nazionali. Varie le strategie didattiche che vedono,in via preferenziale,il corpo docente optare per l’articolazione della classe in gruppi di livello(16%) a cui fanno seguito la possibilità di operare mediante cooperative learning e differenziazione dei compiti (entrambi con il 15% di preferenze).Corrispondente al 66% lo stimolo alla promozione di tecniche didattiche innovative. Organizzati i laboratori.La relazione equilibrata tra gli insegnanti,che confermano per il 71% di vivere un clima sereno all’interno dell’Istituzione,è di conforto al benessere di ciascuna risorsa ed è avvalorata dai pareri concordi degli studenti che, per il 48%,dichiarano di essere compresi e di impostare con loro un feedback positivo, e dall’89% che negano di ricevere trattamenti ingiusti.Il rapporto tra gli allievi è positivo (il 63% dichiara di essere ben accettato; il 67% di adottare comportamenti rispettosi e l’89% di disprezzare atteggiamenti scorretti) al pari delle percezioni dei genitori che per 62% concordano sullo stato di benessere dei propri figli a Scuola e per il 74% sulla qualità dell’insegnamento offerto.La scelta di convocare le famiglie, ammonendo per iscritto gli alunni,abbassandone ove necessario il voto di condotta ed avviando un colloquio con le famiglie degli stessi improntato al rispetto delle regole, identifica le azioni più frequenti per contrastare episodi problematici al pari del 45% medio dei contesti di riferimento. Nell’ambito delle metodologie didattiche,non incisivo il ricorso alle Classi aperte realizzate nel 38.6% medio circa delle Istituzioni Scolastiche analizzate.Difficilmente praticate le strategie didattiche inclusive innovative ,comuni nel 7% c.a dei contesti di analisi.

3.3 Inclusione e differenziazione

Rubrica di valutazione

Criterio di qualità:

La scuola cura l'inclusione degli studenti con bisogni educativi speciali, valorizza le differenze culturali, adegua l'insegnamento ai bisogni formativi di ciascuno studente attraverso percorsi di recupero e potenziamento.

Situazione della scuola

6-

Motivazione

La Scuola è in linea con oltre il 75% c.a. delle Istituzioni a livello provinciale, regionale, nazionale che accoglie del disagio in vista della personalizzazione della didattica mediante percorsi formativi specifici in funzione delle caratteristiche degli studenti, attività sull'inclusione rivolte al personale della scuola, sui temi della diversità, del riconoscimento di stereotipi e di orientamento. famiglie, Enti esterni e Associazioni sono coinvolte nell'elaborazione del Piano per l'Inclusione pervenendo la costituzione di appositi Gruppi di lavoro al pari dell’86% circa delle Scuole dei contesti di analisi. Si ricorre all’adozione odi strumenti e criteri condivisi per la valutazione dei risultati e di versioni accessibili dei libri di testo per disabili sensoriali come avviene, rispettivamente nel 72,5 % e nel 32 % delle Istituzioni dei contesti restituiti.La tipologia delle attività di recupero avviate,che associano ai Corsi, sportelli, gruppi di livello e giornate di recupero,accomunano la Scuola a percentuali maggiori del 50% dei tre contesti di indagine. L’Istituto si adegua al 64% medio delle tendenze rilevate nella predisposizione delle attività di potenziamento attuate attraverso la strutturazione di gruppi di livello ed al 57 % medio scaturente dalla partecipazione a Gare interne ed esterne alla Scuola. Non previsti percorsi di continuità e per le competenze chiave e l'orientamento specifici per alunni con BES, come avviene nel 64,4% e del 39% medio delle Scuole analizzate. L’IPSEOA non partecipa a Reti sull’inclusione, praticate invece dal 63% c.a delle Istituzioni provinciali, regionali e nazionali. Non prioritariamente diffusi l’adozione di misure volte a garantire accessibilità di risorse, l’utilizzo di software compensativi per la comunicazione e l'apprendimento degli alunni con disabilità ed il ricorso ad uno specifico protocollo di accoglienza, come regolarmente praticati nel 55 % medio dei contesti di analisi restituiti.

3.4 Continuita' e orientamento

Rubrica di valutazione

Criterio di qualità:

La scuola garantisce la continuita' dei percorsi scolastici e cura l'orientamento personale, scolastico e professionale degli studenti.

Situazione della scuola

6-

Motivazione

La continuità educativa attivata dalla visita degli studenti della Secondaria di I Grado presso quella di II,così come l’ orientamento,stimolato dalla presentazione dei Corsi Universitari e post Diploma e dalla conoscenza delle realtà professionali del territorio, configurano pratiche ricorrenti presso l’Istituzione intraprese dalla quasi totalità delle realtà scolastiche esaminate.Convinta del valore del raccordo con gli studi inferiori,si è attivata nella promozione di incontri tra docenti volti allo scambio di informazioni oltre che alla definizione di competenze in ingresso ed in uscita,avviando pratiche che accomunano rispettivamente il 55 % c.a. ed il 50% delle Scuole provinciali,regionali e nazionali.Organizza attività che affiancano Il I ciclo al II con docenti di ordini di scuola diversi al pari del 51% medio delle realtà educative restituite. Risultano ben predisposti i percorsi di comprensione del sé,presenti nel 60% circa delle Scuole indagate,di orientamento con docenti dedicati,che rappresentano attività ricorrenti per una percentuale pari al 52,5% c.a. e di monitoraggio di alunni successivamente alla conclusione del percorso degli studi, praticati invece nel più limitato 40% dei casi.Totale la corrispondenza tra consiglio orientativo e scelta di continuazione negli studi effettuata all’uscita della SSIG,che si oppone a valori compresi tra il 74% ed il 77 % medio provinciale, regionale e nazionale di concordanza.Ben organizzati e monitorati i percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento, al pari della quasi totalità dei contesti restituiti, in forma di interventi formativi estivi, all’estero e misti, come avviene al più nel solo 56,4% dei casi.Da rinforzare la collaborazione con consulenti, psicologi ed esperti esterni per le attività di orientamento presenti nel 59,6% delle Scuole analizzate.Da avviare l’utilizzo di test attitudinali e di ulteriori strumenti per l'orientamento, come avviene nel 33% c.a. dei casi restituiti.

3.5 Orientamento strategico e organizzazione della scuola

Punti di Forza:

La missione e le priorità dell’Istituto sono chiaramente definite onde consentire una immediata presa di coscienza dell’azione e delle finalità che l’Istituzione si propone di perseguire alle famiglie, al territorio, alla realtà circostante. L’immagine che si proietta all’esterno è lineare e limpida. E’ avviato un piano di controllo delle attività didattiche teso a verificare la conformità tra progettazione ed attuazione mediante la predisposizione di Schede di monitoraggio strutturate ad hoc ed indirizzate alla definizione dei lavori condotti dai Dipartimenti e dai CdC, all’espletamento degli incarichi distribuiti e delle attività progettuali realizzate. Delineati, altresì, i piani correttivi per il raggiungimento dei risultati attesi. La Scuola, attraverso l’individuazione di ruoli e l’attribuzione di responsabilità, attua una giusta ripartizione del Fondo di Istituto tra personale docente ed ATA. Esistono ben specificati criteri e requisiti volti alla selezione del personale per rivestire incarichi e funzioni di coordinamento nella Scuola, tanto all’interno del corpo docente, quanto di quello tecnico ed amministrativo. Equilibrata e corretta l’impostazione del processo decisionale, che vede nel Collegio e nei Dipartimenti, il cuore propulsore. Ben distribuita ed altamente formativa la tipologia di progetti cui l’Istituzione si fa carico prediligendo le tematiche essenziali ad una corretta formazione della coscienza e della maturazione degli allievi.

Punti di Debolezza

Chiaramente definiti ma non prontamente riconosciuti i criteri oggettivi di riferimento per decidere le priorità di cambiamento da apportare alla struttura dell’organizzazione. Ben sviluppate ma non sempre recepite le modalità finalizzate a tradurre gli obiettivi strategici e operativi in corrispondenti piani e compiti all’interno dell’organizzazione. Da implementare forme di bilancio sociale. Insegnanti ed ATA, godono di retribuzioni aggiuntive. Non sempre funzionale ed efficiente la divisione dei compiti e delle aree di attività tra il personale ATA. Da fortificare la progettazione di interventi formativi che investano le aree di interesse del Piano di Miglioramento. In genere, i Progetti del Piano delle Attività non contemplano il coinvolgimento di personale esterno alla Scuola e ci si riferisce a risorse esterne qualora lo richiedano le competenze ed i requisiti dei formatori. Fondamentale risulta la condivisione non ancora completa e partecipata delle forme di pianificazione degli interventi correttivi conseguenti al monitoraggio.

Rubrica di valutazione

Criterio di qualità:

La scuola definisce la propria missione e la visione, monitora in modo sistematico le attività che svolge, individua ruoli di responsabilita' e compiti per il personale in modo funzionale e utilizza in modo adeguato le risorse economiche.

Situazione della scuola

6-

Motivazione

L’integrazione dell’offerta formativa col territorio, in considerazione delle risorse disponibili, delle esigenze del contesto e dei bisogni formativi degli studenti definisce e motiva le scelte di politica formativa. Il monitoraggio delle attività è attuato in maniera sistematica e strutturata al pari del 43,6% delle realtà scolastiche provinciali, regionali e nazionali. I docenti assumono ruoli organizzativi e partecipano a gruppi di lavoro formalizzati nella misura del 25-50%, come avviene nella maggioranza dei casi analizzati corrispondente al 37% delle scuole indagate. Ampia l’offerta dei progetti, in linea con il dato nazionale e corrispondente al doppio di quella delle Scuole provinciali e regionali. Scaturiscono dalla vastità delle proposte le contenute spese media per progetto di 841,9 € e per studente di € 10,3, rispettivamente inferiori agli importi medi di 9.363,8 € e di 105 € dei contesti di analisi restituiti. Le tematiche preminenti oggetto dei percorsi progettuali attivati, afferenti all’inclusività, all’ orientamento ed alle abilità linguistiche equiparano le scelte dell’Istituzione rispettivamente al 27,5%, 27% ed al 21,6% circa medio dei contesti di analisi indagati. Interessanti le discrete percentuali relative a ulteriori proposte progettuali rispetto a quelle praticate dall’IPSEOA delle Scuole di riferimento che identificano azioni rivolte formazione ed all’ aggiornamento del personale per il 25,3%, alla fortificazione delle Lingue straniere per il 39% medio ed intese al potenziamento di competenze trasversali per il 26%.

3.6 Sviluppo e valorizzazione delle risorse umane

Punti di Forza:

Esigenze formative espresse sono raccolte e condivise in sede collegiale con espressione strutturata dei bisogni formativi. In questo a.s. la Scuola ha promosso e incentivato tre azioni vertenti sui temi delle competenze digitali e dei nuovi ambienti di apprendimento e della didattica per competenze correlata all’innovazione metodologica rispettivamente di durata pari a 25, 50 e 30 ore. Gli interventi sono stati erogati dalla Scuola, dal MIUR e da specifiche Reti di scopo con finanziamenti provenienti da specifiche reti di scopo e da soggetti esterni. Elevata e diffusa la partecipazione alle attività formative. Positivo il livello di soddisfazione interno espresso dal corpo docente che si mostra concorde, appoggiando e seguendo l’azione formativa proposta dalla Scuola. Congrua la percezione avvertita degli insegnanti che concorda sulla giusta e coerente offerta di occasioni di sviluppo professionale, benché la scuola sia aperta alle collaborazioni e socializzi criteri e condizioni per la valorizzazione del personale docente. Interessanti le azioni formative rivolte al personale ATA afferenti al servizio pubblico ed ai contratti ed alle procedure amministrativo-contabili. La Scuola, in vista della distribuzione di incarichi e responsabilità, esamina e valuta i curricula del personale, in risposta a Bandi. Impiega competenze ed esperienze maturate dal singolo, adottando forme diverse per la valorizzazione delle professionalità. Appropriata nella Scuola la stima per il lavoro svolto che funge da sprono alla migliore ed efficiente gestione delle risorse umane. Ben organizzati i Dipartimenti. Fattiva ed operativa, la Commissione Biblioteca. Presenti diverse Commissioni e Gruppi di Lavoro che curano ed organizzano attività a supporto dell’Offerta Formativa, dell’azione didattico-curricolare, dell’orientamento, dell’inclusione, dell’accoglienza, dell’integrazione con il territorio ed elettorale, tese alla generazione di riverberi positivi sugli esiti degli allievi. Essenziale il ruolo e l’attività svolta dal Nucleo Interno di Valutazione. Collaborativi ed aperti allo scambio, alla comune programmazione ed alla condivisione i docenti (Indicatore 3.6.d: Esiti Questionari Insegnanti- Percezione del Confronto tra gli Insegnanti).

Punti di Debolezza

Limitato il numero ma coerente la tipologia di azioni formative destinate al personale ATA. Da incentivare la propulsione nelle azioni formative rivolte ai docenti per le quali sarà il coordinamento del Dirigente Scolastico. Il corpo docente si mostra motivato e coinvolto nelle azioni formative divulgate dalla Scuola, risultando stimolato dalla recente approvazione del Piano di formazione dei docenti e necessitando di indirizzo e guida orinetativa. La classe docente affronta incarichi e mansioni di impegno e responsabilità, è coinvolta e animata da spirito partecipativo alle azioni promosse dalla Scuola ed alle molteplici attività da svolgere, pur risultando apprensiva in merito alla valorizzazione e condividendo il peso attribuito ai diversi criteri dal Comitato per la Valutazione dei docenti opportunamente comunicati alla comunità. L’Istituzione incentiva e conta sull’adesione e lo spontaneo coinvolgimento del singolo alle iniziative ed ai temi variegati di cui si fa portavoce, prediligendo le tematiche a supporto dell’elaborazione e dell’efficace strutturazione del Piano dell’Offerta Formativa, ma non sempre raccoglie pieno riconoscimento dell’impegno e dell’attività svolta dai Gruppi di Lavoro. Da sollecitare il confronto, l’intesa sinergica e lo scambio di informazioni, materiali e buone prassi tra colleghi, essenziali ad un rafforzamento professionale, oltre che dell’impianto didattico da ciascuno condotto.

Rubrica di valutazione

Criterio di qualità:

La scuola valorizza le risorse professionali, promuove percorsi formativi di qualita' e incentiva la collaborazione tra pari.

Situazione della scuola

6-

Motivazione

L’istituto ha raccolto le esigenze formative tramite un questionario strutturato al pari del 49% delle realtà educative indagate. L’offerta di tre percorsi formativi si confronta con i 5 medi proposti a livello provinciale e regionale ed i 4 circa a livello nazionale. Le tematiche oggetto della politica formativa della Scuola vertenti sulle abilità digitali e dei nuovi ambienti di apprendimento e sulla didattica per competenze correlata all’innovazione metodologica, si confrontano con il 14% ed il 15% medio dei tre contesti di analisi restituiti. Il finanziamento della formazione dei docenti dalla rete di scopo e da soggetti esterni, fondi UE prima tra tutti, opzionati dall’IPSEOA si confrontano con valori medi percentuali rispettivamente del 6,5% e dell’11,2%. Il finanziato dalla rete di ambito resta per la maggioranza delle Scuole, corrispondente alla percentuale del 43% c.a., la scelta preferita, non percorsa dall’Istituzione. Alla formazione del personale ATA rivolta all’erogazione del servizio pubblico ed ai contratti ed alle procedure amministrativo – contabili, praticata dalla Scuola ed erogata dal MIUR, prescelta dal 12,50 % medio, si affianca la gestione dell'emergenza e del primo soccorso opzionata dal 18% c.a delle Scuole restituite. Ampia la tipologia, la varietà degli interventi e la partecipazione dei Gruppi di Lavoro presenti all’interno dell’Istituzione, che attivamente operano in vista della diffusione di validi e proficui orientamenti didattico – curricolari che accomuna la Scuola a realtà che superano il 74% dei contesti di analisi restituiti. Da rafforzare la quota di docenti partecipanti a gruppi di lavoro centrati sui criteri comuni per la valutazione degli studenti che raccoglie in media il 22% delle istituzioni degli ambiti territoriali restituiti. Il 73% dei docenti dichiara disponibilità al dialogo ed allo scambio professionale attestando un alto grado di condivisione e collaborazione.

3.7 Integrazione con il territorio e rapporti con le famiglie

Punti di Forza:

La Scuola aderisce ad accordi di Rete. in una svolge il ruolo capofila. Massimo il grado di apertura ad Enti e soggetti esterni. Tali intese, finanziate dalle Istituzioni Scolastiche componenti le reti, ispirate al miglioramento delle pratiche educative e didattiche, oltre che all’innovazione di strategie e metodologie, all’inclusione ed all’orientamento, sono indirizzate all’aggiornamento ed alla formazione del personale, all’implementazione delle competenze degli allievi e dei docenti, al rafforzamento della partecipazione delle famiglie all’azione educativa della Scuola. Elevata la varietà dei soggetti con i quali l’Istituto contrae accordi ed intese. Positiva la ricaduta sull’offerta formativa. L’Istituto, promuove sul territorio una stretta collaborazione con la filiera formativa e produttiva alla luce dell’espletamento della progettualità IeFP, in applicazione dei criteri e delle linee programmatiche regionali. Coinvolge i genitori nella definizione del Regolamento d'Istituto e del Patto di corresponsabilita', nell’impostazione del dialogo educativo e del delicato momento della valutazione durante gli Incontri Scuola – Famiglia, nel ritiro di documenti necessari alla vita didattica degli studenti, nonché nella categorica definizione delle linee di condotta da seguire e da impartire loro eseguendo specifiche convocazioni. Utilizza strumenti on-line per la comunicazione con le famiglie rafforzando l’azione di guida rivolta agli studenti.

Punti di Debolezza

Il CTS dell’Istituto è in corso di definizione. Auspicabile una maggiore integrazione nelle strutture di governo territoriale onde rafforzare l’offerta di valide e concrete opportunità di inserimento lavorativo agli allievi promuovendo strategie tese al perfezionamento delle competenze scaturenti da attività esperenziali ed interventi di formazione professionale. Nonostante l’ampia e varia la modalità di coinvolgimento dei genitori da parte della Scuola, si evidenzia, una non alta partecipazione formale scaturente dall’analisi dell’affluenza alle votazioni al Consiglio di Istituto. Alla stessa si contrappone un medio –alto coinvolgimento dagli stessi mostrato in occasione di incontri ed attività che attengono all’inquadramento didattico – disciplinare dei figli. Dotata di maggiore efficacia la comunicazione verbale rispetto quella digitale, anche per la confermata indisponibilità dei genitori verso il mezzo tecnologico. L’Istituzione non realizza interventi formativi rivolti ai genitori. La necessità di un supporto alla partecipazione ed al coordinamento tra genitori ed Istituzione, in ordine ad una più attiva sinergia tra i due principali istituti educativi-sociali con i quali gli studenti si confrontano, trova un positivo apprezzamento nella percezione del livello di adeguatezza espresso dai genitori per il coinvolgimento avvertito dall’Istituzione Scolastica (Indicatore 3.7.h:Esiti Questionari Genitori- Rapporto Scuola- Famiglia). Da stimolare la più attiva partecipazione delle famiglie.

Rubrica di valutazione

Criterio di qualità:

La scuola svolge un ruolo propositivo nella promozione di politiche formative territoriali e coinvolge le famiglie nella definizione dell'offerta formativa e nella vita scolastica.

Situazione della scuola

6-

Motivazione

La partecipazione agli accordi di Rete, 3-4, promossi dall’Istituzione, della quale in una è capofila, si interfaccia con il 18% medio riscontrato a livello provinciale,regionale e nazionale.Il completo grado di apertura all’esterno trova positivo riscontro nell’ 80 % medio registrato nei tre ambiti di indagine. L’attività prevalente svolta e finanziata dalle Reti, confluisce nel miglioramento delle pratiche educative e didattiche, oltre che educative ed accomuna la Scuola rispettivamente al 71,6% ed al 4% circa delle Scuole dei contesti di analisi indagate. La distribuzione delle reti per attività svolta affianca la Scuola al 9% medio delle realtà educative indagate. Significative le quote afferenti alle iniziative non opzionate dall’IPSEOA che coinvolgono, invece, più del 14 % medio dei contesti di analisi restituiti. L’alta varietà di soggetti con cui l’Istituzione stabilisce accordi, che trova riscontro nel 59% medio delle realtà scolastiche dei tre riferimenti territoriali di indagine, non vede come interlocutori gli Enti di Formazione, Soggetti privati, Associazioni Sportive e Cooperative, a cui risultano associati in media valori del 52% dei tre contesti di riferimento. La tipologia di tematiche oggetto di accordi è ricorrente per il 48,50% delle Scuole indagate. Bassa la quota dei votanti effettivi alle elezioni del Consiglio di Istituto rispetto agli ambiti di indagine. Copre la quasi totalità degli studenti la quota di alunni che hanno versato il contributo, pari al triplo rispetto all’ambito provinciale o regionale di riferimento ed al doppio di quello nazionale, rispetto ad una percentuale media del 55% c.a. dei tre contesti di analisi. La percezione di un modesto, ma adeguato livello di coinvolgimento delle famiglie(perché riferito alla Scuola Secondaria di II grado), animata della necessità dell’attivazione di stimoli e supporto all’instaurazione di un costante canale comunicativo con la Scuola, trova riscontro nei pareri concordi del 74% dei genitori.

  Dettaglio
Le priorita' si riferiscono agli obiettivi generali che la scuola si prefigge di...

... realizzare nel lungo periodo attraverso l'azione di miglioramento. Le priorita' che la scuola si pone devono necessariamente riguardare gli esiti degli studenti. Si suggerisce di specificare quale delle quattro aree degli Esiti si intenda affrontare (Risultati scolastici, Risultati nelle prove standardizzate nazionali, Competenze chiave europee, Risultati a distanza) e di articolare all'interno quali priorita' si intenda perseguire (es. Diminuzione dell'abbandono scolastico nel primo anno di secondaria di II grado; Riduzione della variabilita' fra le classi; Sviluppo delle competenze sociali degli studenti di secondaria di I grado, ecc.). Si suggerisce di individuare un numero limitato di priorita' (1 o 2 per scuola) selezionandole all’interno di una stessa area o al massimo di due aree degli Esiti degli studenti. I traguardi sono di lungo periodo e riguardano i risultati attesi in relazione alle priorita'. Si tratta di risultati previsti a lungo termine (3 anni). Essi articolano in forma osservabile e/o misurabile i contenuti delle priorita' e rappresentano le mete verso cui la scuola tende nella sua azione di miglioramento. Per ogni priorita' individuata deve essere articolato il relativo traguardo di lungo periodo. Essi pertanto sono riferiti alle aree degli Esiti degli studenti (es. in relazione alla priorita' strategica "Diminuzione dell'abbandono scolastico nel primo anno di secondaria di II grado", il traguardo di lungo periodo puo' essere definito come "Rientrare nella media di abbandoni regionali pari al 4%, e precisamente portare gli abbandoni della scuola al di sotto del 4%"). E' opportuno evidenziare che per la definizione del traguardo che si intende raggiungere non e' sempre necessario indicare una percentuale, ma una tendenza costituita da traguardi di riferimento a cui la scuola mira per migliorare, ovvero alle scuole o alle situazioni con cui e' opportuno confrontarsi

Priorità e Traguardi

Risultati scolastici

PRIORITA'

Ridurre il tasso dei trasferimenti in uscita

TRAGUARDO

Avvicinare la percentuale dei trasferimenti in uscita al I, al II ed al III anno ai valori provinciali

Obiettivi di processo collegati

- Gestire spazi e tempi della relazione educativa attivando metodologie didattiche di supporto alla puntuale ed attenta lettura dei bisogni educativi ed alla prevenzione e contrasto dell’allontanamento dal percorso degli studi intrapreso attraverso il recupero della motivazione e la programmazione di opportune strategie di differenziazione.


Risultati nelle prove standardizzate nazionali

PRIORITA'

Migliorare la variabilità dei risultati nelle Prove Standardizzate Nazionali.

TRAGUARDO

Avvicinare la “Variabilità dei punteggi DENTRO le classi II” delle Prove Standardizzate Nazionali alle medie nazionali.

Obiettivi di processo collegati

- Realizzare interventi aperti, modulari e flessibili, centrati sulla semplificazione del “binomio” apprendimento – insegnamento e supportati da mirati processi di ricerca-azione metodologica, di stimolo al potenziamento ed alla maturazione delle competenze disciplinari, oltre che alla costruzione personale delle conoscenze.


MOTIVAZIONE SCELTA PRIORITA'

La personalizzazione e la differenziazione didattica sono preordinate al recupero della motivazione, all’individuazione delle debolezze da fortificare ed all’ inserimento degli allievi bisognosi di supporto orientativo in percorsi guidati e flessibili coordinati da uno specifico “Trainer team”.Monitorano,altresì,il loro processo di crescita e di maturazione in modo da prevenirne l’uscita dall’iter formativo intrapreso avvalorando la funzione educativa della Scuola soprattutto in momenti delicati di scelte e cambiamenti, come quelli vissuti in ingresso e nell’avvio all’impegnativo triennio degli studi superiori,nei quali gli adolescenti facilmente trascurano capacità, attese formative,obiettivi e traguardi di apprendimento se non giustamente indirizzati.L’azione di affinamento della progettazione curricolare punta alla creazione di una “Area Community Didattica” di diffusione di strumenti di analisi,pratiche innovative centrate sulle TIC e prodotti liberamente fruibili,di facile condivisione,da rendere disponibile online sul sito della Scuola,che funga da supporto alla strutturazione dei bisogni formativi ed alla definizione di una progettazione curricolare efficace e mirata al potenziamento ed alla fortificazione delle competenze disciplinari di base. Tale percorso è finalizzato alla progettazione di unità di apprendimento tese al recupero ed all’approfondimento delle competenze ed alle indagini dei presupposti cognitivi indagati nelle Classi del biennio e del terzo anno.

Gli obiettivi di processo rappresentano una definizione operativa delle attività...
... su cui si intende agire concretamente per raggiungere le priorita' individuate. Essi costituiscono degli obiettivi operativi da raggiungere nel breve periodo (un anno scolastico) e riguardano una o piu' aree di processo. Si suggerisce di indicare l'area o le aree di processo su cui si intende intervenire e descrivere gli obiettivi che la scuola si prefigge di raggiungere a conclusione del prossimo anno scolastico (es. Promuovere una figura di docente tutor per supportare gli studenti in difficolta' del primo anno dell'indirizzo linguistico nella scuola secondaria di II grado; Individuare criteri di formazione delle classi che garantiscano equi-eterogeneita'; Utilizzare criteri di valutazione omogenei e condivisi per la matematica nella scuola primaria; Ridurre gli episodi di esclusione e i fenomeni di bullismo nella scuola secondaria di I grado; ecc.).

Obiettivi di processo

Curricolo, progettazione e valutazione

Realizzare interventi aperti, modulari e flessibili, centrati sulla semplificazione del “binomio” apprendimento – insegnamento e supportati da mirati processi di ricerca-azione metodologica, di stimolo al potenziamento ed alla maturazione delle competenze disciplinari, oltre che alla costruzione personale delle conoscenze.

Inclusione e differenziazione

Gestire spazi e tempi della relazione educativa attivando metodologie didattiche di supporto alla puntuale ed attenta lettura dei bisogni educativi ed alla prevenzione e contrasto dell’allontanamento dal percorso degli studi intrapreso attraverso il recupero della motivazione e la programmazione di opportune strategie di differenziazione.

Contributo degli obiettivi di processo nel raggiungimento delle priorità