Indicatori Dettaglio
1.1 Popolazione scolastica

Opportunità

Sebbene la scuola si trovi ad operare in un contesto socio economico caratterizzato da una forte incidenza di disoccupazione, soprattutto giovanile, e dalla presenza di una popolazione prevalentemente anziana, l’attività educativa e formativa è svolta in un clima favorevole. Nelle classi sono presenti alunni con disturbi e/o difficoltà di apprendimento, ma non vi sono alunni che non conoscono l’italiano e pochi sono gli alunni che provengono da famiglie particolarmente svantaggiate. In genere, gli alunni vivono con entrambi i genitori e le famiglie sono molto attente all’andamento didattico disciplinare dei figli, sebbene ad occuparsi dell’educazione scolastica siano prevalentemente e, in molti casi, esclusivamente le madri. Complessivamente l’azione della scuola trova una buona risposta da parte delle famiglie che seguono i figli nel lavoro scolastico e affidano quasi esclusivamente alla scuola la formazione culturale dei bambini e dei ragazzi, tenuto conto della scarsa presenza nel territorio di opportunità culturali e di agenzie educative non formali. La scuola del primo ciclo si pone così come opportunità principale la formazione dei bambini e dei ragazzi nelle conoscenze, abilità e competenze di base, con riferimento al contesto culturale del territorio.

Vincoli

Il contesto socio economico di provenienza degli studenti è complessivamente di tipo medio-alto, sebbene analiticamente la situazione sia piuttosto variegata. Dall’analisi dei dati di contesto degli alunni delle classi interessate alle prove invalsi 2018, risulta che il 4% delle famiglie sono composte da entrambi i genitori disoccupati o comunque senza reddito. Gli alunni stranieri frequentanti le scuole dell’istituto appartengono soprattutto alla comunità marocchina e cinese; si tratta in genere di alunni nati in Italia e frequentanti le scuole italiane sin dalla prima infanzia. Dall’analisi dei dati di contesto il 9 % dei genitori è disoccupato; l’1% dirigente, docente universitario, funzionario o ufficiale militare; il 3% imprenditore, proprietario agricolo; il 9% professionista dipendente, sottufficiale militare o libero professionista; il 18% lavoratore in proprio; il 14% insegnante, impiegato, militare graduato; il 20% operario, addetto ai servizi, socio di cooperativa; il 3% pensionato; il 23% casalinga. Il 45% delle madri degli alunni di cui disponiamo dei dati di contesto sono senza occupazione. Infine, la popolazione dei Comuni dell’Istituto Comprensivo sono caratterizzati dalla presenza di una popolazione prevalentemente anziana, con pochi giovani residenti e pochi bambini e ragazzi in età scolare.

1.2 Territorio e capitale sociale

Opportunità

L’Istituto è composto da14 plessi dislocati in 7 diversi Comuni geograficamente appartenenti al Centro della Sardegna. In due Comuni sono presenti la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, in due Comuni la scuola dell'infanzia e primaria, in uno la scuola dell'infanzia e secondaria di I grado, in uno la scuola secondaria di I grado, in uno la scuola dell'infanzia. I Comuni, dislocati in un territorio montano ed isolato, sono tutti di piccola entità, 5 Comuni hanno una popolazione che si aggira intorno ai 1.000 abitanti, gli altri 2 Comuni hanno una popolazione di circa 2.000 abitanti. E’ notevole la distanza dai capoluoghi di Provincia e Regione, mentre le distanze fra i Comuni dell'Istituto sono brevi. La presenza di alunni stranieri è ridotta e in genere si tratta di nati e residenti in loco che hanno frequentato le scuole del territorio sin dall’infanzia. Le opportunità sono date dalla possibilità di avere classi non numerose in cui è possibile attuare una didattica personalizzata e seguire individualmente ciascun alunno, così come è possibile formare gli allievi con una forte identità, sviluppando il percorso formativo riferendo gli apprendimenti all’ambiente e al territorio di appartenenza. A ciò si aggiunge il buon comportamento degli alunni e, in genere, una buona collaborazione scuola-famiglia.

Vincoli

Il territorio della Barbagia Mandrolisai è caratterizzato da un continuo spopolamento e dalla presenza di una popolazione composta prevalentemente da anziani. I giovani, in genere, proseguono gli studi universitari e non rientrano nel territorio a svolgere attività professionali, altri scelgono la via dell’emigrazione e i pochi che rimangono sono occupati nel settore dell’agricoltura. Anche la coltura della vite e la produzione vinicola, del sughero e dei prodotti boschivi, per quanto possano essere considerate settori strategici del territorio, non offrono grandi possibilità di lavoro poiché la produzione avviene ancora in gran parte a livello familiare ed artigianale. Un’alta percentuale della popolazione lavorativa è occupata nei servizi (Enti Locali, scuola, ASL, ecc.) con impiego statale. La crisi degli ultimi anni ha colpito duramente il territorio sul piano occupazionale e sono numerose le famiglie con entrambi i genitori disoccupati. Vista la scarsità di risorse e le poche prospettive occupazionali, il capitale umano del territorio appare piuttosto povero di risorse; esigue sono le iniziative culturali e non numerose le attività di volontariato. Esclusi i mass media, la scuola è, insieme alle famiglie, l’unico punto di riferimento educativo e culturale del territorio.

1.3 Risorse economiche e materiali

Opportunità

Gli 11 caseggiati in cui sono dislocati i 14 plessi dell’Istituto sono mediamente in buone condizioni. I Comuni sono solitamente attenti al buono stato delle scuole. Solo alcune scuole non hanno la disponibilità di spazi aggiuntivi rispetto a quelli utilizzati come aule per le classi. Le palestre, presenti in 6 Comuni, sono adiacenti alle suole, tranne in un caso. La scarsa presenza di dotazione tecnologica è stata superata con la dotazione in ciascuna classe delle LIM e dall'acquisto di dispositivi elettronici (notebook e tablet) anche grazie ai PON. Nella scarsità di risorse economiche, si evidenziano, come opportunità, la spesa sostenuta dai Comuni per il problema delle pluriclassi. Due Comuni, nelle cui scuole primarie e medie vi erano le pluriclassi, stanno affrontando la spesa del trasporto degli alunni della scuola media in un centro e della primaria nell’altro al fine di impedire la formazione di pluriclassi. Un altro Comune trasporta gli alunni della scuole primaria e della scuola secondaria di I grado nel Comune vicino. In 4 Comuni persiste comunque la presenza di pluriclassi.

Vincoli

L’Istituto Comprensivo è costituito da 14 scuole, di cui 6 scuole dell’infanzia, 4 scuole primarie e 4 scuole secondarie di I grado. Nell'ultimo anno, in seguito al dimensionamento della rete scolastica e all'acquisizione di 5 plessi, le scuole sono passate da 9 a 14 . Un primo vincolo è rappresentato proprio dal doversi interfacciare con 7 amministrazioni comunali, sia per la quantità, sia per le diverse procedure che ciascun Comune segue. Per quanto riguarda gli strumenti in uso, l’Istituto si caratterizza per la scarsità di risorse. Pochi sono i laboratori, ancora scarsa la dotazione informatica, con le conseguenti ricadute nell’attività didattica. Le risorse economiche derivano da MIUR, Enti Locali, Regione Sardegna e Comunità Europea. Alle famiglie non vengono richiesti contributi volontari e, con i contributi degli Enti Locali, si riesce a far fronte al materiale didattico di facile consumo, ad alcuni sussidi didattici, alle spese per alcune uscite didattiche. Non vengono finanziati invece progetti di ampliamento dell’offerta formativa quali l’insegnamento della lingua straniera nelle scuole dell’infanzia, l’attività motoria e la musica nella scuola primaria, l’acquisizione di competenze informatiche, ecc

1.4 Risorse professionali

Opportunità

La scuola primaria è caratterizzata da una buona stabilità del corpo docente. Questo ha consentito e consente un lavoro di programmazione condivisa. E’ stata elaborata una programmazione di istituto che viene seguita da tutti i docenti nei diversi plessi. Anche le insegnanti delle scuole dell’infanzia elaborano una programmazione unica nell’ottica di un curricolo verticale d’istituto. Nelle scuole secondarie di I grado, nonostante l’instabilità del corpo docente, è stato elaborato un curricolo condiviso e una programmazione per dipartimenti disciplinari per diverse materie. La dotazione di strumenti multimediali (LIM, laboratori digitali) rappresentare una opportunità per i docenti di sviluppare competenze digitali e di applicarle alla didattica. La scelta del temo prolungato da parte delle famiglie favorisce nelle scuole secondarie di I grado un lavoro di recupero, approfondimento e ampliamento dell’offerta formativa, almeno in lettere, matematica e scienze. In genere gli insegnanti non sono legati esclusivamente alla tradizionale didattica trasmissiva e utilizzano metodologie laboratoriali e di gruppo per favorire l’apprendimento partecipato degli alunni. Il dirigente scolastico è in servizio da 6 anni.

Vincoli

L’età media degli insegnanti è alta se confrontata con i dati della Provincia e della Regione. Nelle scuole dell’infanzia e nella scuola media è abbastanza alta la percentuale degli insegnanti non stabili a causa dei numerosi trasferimenti. Sempre relativamente alle scuole secondarie di I grado, è difficoltoso trovare durante l’anno scolastico momenti di confronto fra gli insegnanti dei diversi plessi e sviluppare una progettazione didattica comune.

    Autovalutazione Indicatori Dettaglio
2.1 Risultati scolastici

Punti di forza

La totalità degli studenti è ammessa alla classe successiva sia nelle scuole primarie, sia nelle scuole secondarie di I grado. I criteri di valutazione sono adeguati al raggiungimento del successo formativo poiché tengono conto delle competenze, conoscenze e abilità che ciascun alunno matura nel corso di studio. In genere si tiene conto nella valutazione dei progressi dell’allievo nell’ottica di una didattica personalizzata. I criteri di valutazione sono definiti nel PTOF. Le valutazioni all’esame di stato sono in linea con quelle della Provincia e della Regione, sebbene ci sia una maggior percentuale di “6”.

Punti di debolezza

La presenza di un’alta percentuale di 6 e 7 come valutazione dell’esame di stato, sono spesso segno di lacune nella formazione dell’alunno, che emergono successivamente nei primi anni delle scuole superiori, con elevati tassi di ripetenza. Sarebbe auspicabile un’efficace azione di orientamento degli studenti all’uscita dalla scuola media, ma il nostro territorio non presenta un offerta formativa sufficientemente variegata, per cui la maggioranza degli alunni continuano il corso di studi all’istituto professionale agrario o al liceo scientifico, spesso senza trovare effettivo soddisfacimento delle loro attitudini. Altra criticità è il passaggio dalla scuola primaria alla scuola secondaria di I grado, in cui lo studente si trova a confrontarsi con criteri di valutazione diversi. Questo è solo un aspetto del problema più ampio della continuità all’interno dell’Istituto Comprensivo. Infine, sebbene i criteri di valutazione siano condivisi dagli insegnanti, l’instabilità del corpo docente contribuisce a non rendere sempre applicati tali criteri, con conseguente disorientamento degli alunni.

Rubrica di valutazione

Criterio di qualità:

Gli studenti della scuola portano avanti regolarmente il loro percorso di studi, lo concludono e conseguono risultati soddisfacenti agli esami finali.

Rubrica di valutazione

4-

Motivazione

La distribuzione degli studenti per fasce di voto è in linea con i dati della Provincia e della Regione, sebbene vi sia una maggiore concentrazione di valutazioni nella fascia media dei voti (7-8), mentre la percentuale delle valutazioni eccellenti (9-10-10 e lode) sia minore rispetto ai dati della Regione. E’ da valutare positivamente il -3% di 6 rispetto alla Provincia. Al di là delle valutazioni riportate in uscita, comunque importanti, in genere gli alunni riescono ad arrivare al diploma di scuola secondaria di secondo grado, tranne rari casi di abbandono. La scuola complessivamente offre agli alunni una preparazione adeguata per il proseguimento degli studi, grazie all’adozione di una didattica personalizzata e ad una continua azione di recupero degli studenti in difficoltà. I risultati sono anche il frutto di un adeguato supporto da parte delle famiglie, che tranne in rari casi, collaborano positivamente con la scuola nella crescita culturale dei bambini e dei ragazzi.

2.2 Risultati nelle prove standardizzate nazionali

Punti di forza

I risultati delle prove Invalsi sono generalmente rispondenti alla media della Regione (a.s. 2017/2018). Tranne nelle classi seconde delle scuole primarie, in cui si riscontrano dei punteggi molto bassi e delle notevoli differenze in negativo rispetto alle scuole con contesto socio-economico simile. Per le classi quinte delle scuole primarie e per le classi terze delle scuole secondarie di I grado i punteggi medi dell’istituto sono superiori a quelli della Sardegna, del Sud e Isole, dell’Italia, sia in Italiano che in Matematica. Anche la distribuzione degli alunni per fasce di livello è da considerarsi positivo. Tranne per le classi seconde delle scuole primarie, il 20-30% degli alunni si colloca nel livello più altro (livello 5), in percentuali quasi sempre superiori a quelli della Sardegna, del Sud e Isole e dell’Italia. La varianza tra le classi in matematica è molto inferiore rispetto ai dati di Sardegna, Sud e Italia.

Punti di debolezza

Le prove Invalsi non sono valutate in maniera positiva dal Collegio dei docenti e, in particolar modo, dagli insegnanti interessati alla somministrazione. I risultati negativi delle classi seconde della scuola primaria sono da attribuire probabilmente alla poca preparazione degli alunni al tipo di prove e al fatto di confrontarsi per la prima volta con un compito nuovo e diverso. Per Italiano la varianza media fra le classi è eccessivamente alta se confrontata con i risultati regionali, del Sud e nazionali. La varianza dentro le classi per la matematica è molto alta rispetto ai dati di riferimento. I risultati delle prove non sembrano rispecchiare gli effettivi livelli degli alunni: per esempio, nelle scuole medie il 20% degli alunni si attesta al livello più alto in italiano e in matematica, ma tali dati non corrispondono poi alle valutazioni riportate negli scrutini.

Rubrica di valutazione

Criterio di qualità:

Gli studenti della scuola raggiungono livelli di apprendimento soddisfacenti in italiano e matematica in relazione ai livelli di partenza e alle caratteristiche del contesto.

Rubrica di valutazione

4-

Motivazione

Il punteggio di italiano e matematica della scuola alle prove INVALSI, per le classi quinte della scuola primaria e terze della scuola secondaria di I grado, è in linea con quello di scuole con background socio-economico e culturale simile, ma anche a quello della Sardegna, del Sud e Isole e dell’Italia. In Italiano la varianza fra le classi è molto alta, pari al doppio di Sud e Isole, mentre dentro le classi è alquanto più bassa; in matematica la varianza fra le classi è altissima rispetto a Sud e Isole e all’Italia, mentre è alquanto inferiore la varianza all’interno delle classi. I punteggi delle prove invalsi non rispecchiano del tutto le valutazioni riportate dagli alunni agli scrutini intermedi e finali, vi è un buon numero di studenti che riporta valutazioni superiori o valutazioni inferiori. La quota di studenti collocata nei livelli 1 e 2 in italiano e in matematica è superiore alla media nazionale per la primaria, mentre per le scuole secondarie di I grado gli alunni che si collocano ai livelli più bassi sono in numero esiguo. Il giudizio complessivo è positivo con alcune criticità: la varianza fra le classi dei diversi plessi e la varianza all’interno delle classi fra studenti che riportano valutazioni ottime ed eccellenti e studenti che riportano valutazioni basse, la scarsa corrispondenza fra le prove invalsi e le valutazioni assegnate dai consigli di classe negli scrutini finali.

2.3 Competenze chiave europee

Punti di forza

Il voto di comportamento viene assegnato seguendo criteri di valutazione comuni previsti dal PTOF e dal regolamento di disciplina. Si ritiene che sia difficile valutare competenze di cittadinanza negli alunni delle scuole del primo ciclo, al di là del rispetto delle regole, del rispetto dei compagni e del personale docente e non docente, del rispetto per le strutture, gli arredi e il materiale scolastico, tutti aspetti valutati nel comportamento. La valutazione del comportamento è omogeneo in tutto l’istituto, sia nella scuola primaria, sia nella scuola secondaria di I grado, con valutazioni buone. Gli studenti mantengono a scuola un comportamento corretto, rispettoso e collaborativo, tranne taluni casi isolati in alcune classi. Le sanzioni disciplinari di allontanamento dalla comunità scolastica sono rare, sia per il buon comportamento degli alunni, sia per la collaborazione delle famiglie.

Punti di debolezza

Nell’Istituto Comprensivo di Atzara vengono valutate le competenze di cittadinanza esclusivamente con il voto di comportamento. Non sono state adottate rubriche di valutazione relative allo sviluppo del senso di legalità all’etica della responsabilità, a collaborazione e lo spirito di gruppo. Non sono adottate neppure criteri di valutazione per le competenze chiave come autonomia di iniziativa e capacità di orientarsi. Riguardo il comportamento degli alunni, sebbene nella quasi totalità dei casi, esso è valutato positivamente, vi sono casi isolati di atti di prevaricazione segnalati dai genitori sino a veri propri atteggiamenti di bullismo.

Rubrica di valutazione

Criterio di qualità:

Gli studenti della scuola acquisiscono livelli soddisfacenti nelle competenze sociali e civiche, nell'imparare a imparare, nelle competenze digitali e nello spirito di iniziativa e imprenditorialità.

Rubrica di valutazione

3- Con qualche criticita'

Motivazione

Il livello delle competenze chiave e di cittadinanza raggiunto dagli studenti è buono. Le competenze sociali e civiche sono adeguatamente sviluppate (collaborazione tra pari, responsabilità e rispetto delle regole). In generale gli studenti raggiungono una sufficiente autonomia nell'organizzazione dello studio e nell'autoregolazione dell'apprendimento, ma alcuni studenti non raggiungono una adeguata autonomia. La scuola adotta criteri comuni per la valutazione del comportamento, ma non utilizza strumenti per valutare il raggiungimento delle competenze chiave e di cittadinanza degli studenti. Nonostante non siano stati adottati provvedimenti di allontanamento dalla comunità scolastica, vi sono casi di alunni e classi in cui il rispetto delle regole e il senso di responsabilità rimangono obiettivi non raggiunti dagli alunni. Atteggiamenti scorretti si segnalano, oltre che nella scuola secondaria di I grado, anche in alunni della scuola primaria; la scuola non ha programmato attività di confronto su questi temi con genitori, servizi sociali, esperti di devianza minorile.

2.4 Risultati a distanza

Punti di forza

Gli esiti degli alunni al passaggio dalla scuola primaria alla scuola secondaria di I grado è positivo. Gli alunni delle classi quinte mantengono in media le valutazioni riportate alla conclusione della scuola primaria anche nella scuola secondaria di I grado. Il consiglio orientativo degli insegnanti delle scuole medie è seguito da un’alta percentuale di studenti e gli studenti che seguono il consiglio orientativo vengono promossi al termine del primo anno di scuole superiore ugualmente con una buona percentuale.

Punti di debolezza

Rimangono criticità al passaggio dalla scuola primaria alla scuola secondaria di I grado, sia per le valutazioni riportate all’inizio dell’anno scolastico, sia per le novità metodologichedidattiche, sebbene in genere gli alunni vivano il passaggio alle scuole medie in modo positivo. L’attività di orientamento è costituita dalla presentazione degli istituti superiori del territorio agli studenti delle classi terze e alla didattica orientativa. Il territorio non offre un’ampia gamma di scelta per cui anche il giudizio di orientamento e le scelte degli alunni ne risentono. Se la continuità fra scuola primaria e scuole secondaria di I grado all’interno dell’istituto comprensivo, pur presente, è ancora insufficiente, è del tutto assente una programmazione di continuità con le scuole superiori del territorio. Non abbiamo dati sull’effettiva percentuale di successo scolastico degli alunni dell’istituto comprensivo di Atzara nel proseguimento degli studi nelle scuole secondarie di secondo grado.

Rubrica di valutazione

Criterio di qualità:

Gli studenti in uscita dalla scuola hanno successo nei successivi percorsi di studio e di lavoro.

Rubrica di valutazione

3- Con qualche criticita'

Motivazione

Gli alunni delle classi terze della scuola secondaria di I grado seguono il giudizio orientativo degli insegnati in un’alta percentuale se paragonati agli alunni della Regione e dell’Italia, ma, fra coloro che seguono il giudizio orientativo, la percentuale dei promossi al primo anno delle superiori è più basso rispetto alla Sardegna e all’Italia. Ciò è dovuto in parte al fatto che il territorio non presenta una differenziata offerta formativa, né è servito da un servizio di trasporti adeguati alle esigenze degli studenti, per cui gli alunni si iscrivono in gran parte all’istituto professionale per l’agricoltura o al liceo scientifico, scuole che non sempre sono rispondenti alle loro attitudini. Il giudizio complessivo è comunque inficiato dall'assenza di dati analitici. L’alta percentuale di valutazioni basse all’esame di stato del primo ciclo sono segnali di difficoltà degli alunni nel lavoro scolastico, che emergono maggiormente nelle scuole superiori con ripetenze, debiti formativi e abbandoni. Buono invece il giudizio sul passaggio dalla scuola primaria alla scuola secondaria di I grado all’interno dell’istituto, malgrado la programmazione delle attività di continuità sia ancora lacunosa.

    Autovalutazione Indicatori Dettaglio
3.1 Curricolo, progettazione e valutazione

Rubrica di valutazione

Criterio di qualità:

La scuola propone un curricolo aderente alle esigenze del contesto, progetta attivita' didattiche coerenti con il curricolo, valuta gli studenti utilizzando criteri e strumenti condivisi.

Situazione della scuola

4-

Motivazione

La scuola ha elaborato un proprio curricolo verticale a partire dalle Indicazioni miniseriali del 2012, nel quale sono definiti i traguardi di competenza per le varie materie. Le attività di ampliamento dell’offerta formativa sono limitate, tuttavia quelle programmate sono inserite nel PTOF ed esplicitate chiaramente in termini di obiettivi e competenze. Nella scuola sono presenti i dipertimenti disciplinari che elaborano una programmazione condivisa nella scuola primaria e per diverse materie della scuola secondaria di I grado. Le insegnanti della scuola dell’infanzia predispongoino una programmazione comune di istituto. La scuola utilizza forme di ceretificazione delle competenze previste dal Regolamento sulla valutazione degli studenti, al termine della 5^ primaria e della 3^ secondaria di I grado, ma tale compilazione ha spesso un carattere burocratico di adempimento. Nell’istituto vengono usati strumenti di verifica e di valutazione condivisi, ma mancano momenti di incontro per discutere e condividere i risultati. A seguito di valutazioni non positive vengono posti in essere interventi didattici, come l’attività di recupero, ma non vengono programmati con specifiche unità didattiche.

3.2 Ambiente di apprendimento

Rubrica di valutazione

Criterio di qualità:

La scuola cura gli aspetti organizzativi, metodologici e relazionali dell'ambiente di apprendimento.

Situazione della scuola

2-

Motivazione

L'organizzazione degli spazi non risponde alle esigenze di apprendimento degli studenti. I laboratori sono presenti solo in alcuni plessi, così come il numero delle aule di alcuni plessi corrisponde al numero delle classi, le stesse aule in taluni casi sono di dimensioni inadeguate per il normale svolgimento delle attività curricolari. La scuola non incentiva sufficientemente l'utilizzo di modalità didattiche innovative, che vengono praticate solo da una parte dei docenti e sono poche condivise. Le regole di comportamento sono definite e condivise dagli alunni, i conflitti fra alunni sono gestiti, anche se non sempre le modalità adottate sono efficaci.

3.3 Inclusione e differenziazione

Rubrica di valutazione

Criterio di qualità:

La scuola cura l'inclusione degli studenti con bisogni educativi speciali, valorizza le differenze culturali, adegua l'insegnamento ai bisogni formativi di ciascuno studente attraverso percorsi di recupero e potenziamento.

Situazione della scuola

4-

Motivazione

Per quanto la scuola debba migliorare ancora l'organizzazione e l'attuazione complessiva delle attività di inclusione e di individualizzazione dell'attività didattica, la situazione attuale è comunque di buon livello ed efficace. In talune occasioni l'attenzione verso alunni con difficoltà "non certificata" non è adeguata, così come è insufficiente l'attenzione verso i bisogni educativi degli alunni con particolare attitudini. Tuttavia, le procedure e l'azione didattica con cui vengono seguiti gli alunni con disabilità e gli alunni con BES (soprattutto con DSA) sono condivise, attuate con impegno ed efficaci, sia sotto il profilo didattico sia sotto il profilo motivazionale e relazionale.

3.4 Continuita' e orientamento

Rubrica di valutazione

Criterio di qualità:

La scuola garantisce la continuita' dei percorsi scolastici e cura l'orientamento personale, scolastico e professionale degli studenti.

Situazione della scuola

3- Con qualche criticita'

Motivazione

Attività di orientamento vengono messe in atto, ma manca un vero progetto di orientamento, programmato, attuato, monitorato e valutato da un gruppo di insegnanti. Non esiste una funzione strumentale o comunque un referente o un gruppo di lavoro che si occupi dell'orientamento degli studenti, così ci si limita a presentare le offerte formative degli istituti del territorio agli alunni delle classi terze e ad attuare una didattica orientativa. E' pur vero che il sistema dei trasporti e l'offerta formativa del territorio non danno la possibilità agli alunni di diversificare la propria scelta, che spesso è dettata più dai corsi di studi presenti nel territorio che non dalle loro reali attitudini.

3.5 Orientamento strategico e organizzazione della scuola

Punti di Forza:

La missione dell'istituto e le priorità sono definite chiaramente. La scuola si trova in un territorio in cui è piuttosto elevata la dispersione scolastica; le ripetenze e gli abbandoni avvengono in gran parte nelle prime classi degli istituti superiori, ma le cause dell'insuccesso scolastico sono da ricercarsi nelle scuole del primo ciclo, da cui spesso escono alunni con scarse competenze. Per questo la mission dell'istituto comprensivo è semplicemente quella di formare e possibilmente rafforzare le competenze di base degli alunni per permettere loro di proseguire con successo il percorso di studi. La mission è resa nota attraverso il POTF ed è esplicitata continuamente negli organi collegiali e negli incontri con le famiglie.

Punti di Debolezza

Sebbene la mission e le priorità siano espresse chiaramente e condivise, spesso le competenze di base degli alunni vengono confuse con le semplici conoscenze di base degli allievi. E' ancora insufficiente l'attuazione di una didattica per competenze e comunque una didattica che punti a sviluppare le capacità metacognitive degli alunni, quali il saper scrivere, il saper interpretare un testo, il saper risolvere problemi, il saper studiare e il sapersi autovalutare. Spesso si è presi dal programma da portare a termine e si sottovalutano le competenze formative degli alunni che permetteranno loro di affrontare con successo la vita scolastica e lavorativa.

Rubrica di valutazione

Criterio di qualità:

La scuola definisce la propria missione e la visione, monitora in modo sistematico le attività che svolge, individua ruoli di responsabilita' e compiti per il personale in modo funzionale e utilizza in modo adeguato le risorse economiche.

Situazione della scuola

4-

Motivazione

Le priorità della scuola sono definite nel PTOF e sono complessivamente condivise dalla comunità scolastica. E' ancora insufficiente il coinvolgimento delle famiglie nelle condivisioni delle scelte della scuola. Il controllo strategico e il monitoraggio delle attività delle scuola è quasi assente e non vi sono delle figure che si occupino di questo aspetto. La responsabilità dei ruoli e i compiti sono definiti chiaramente tra le diverse componenti scolastiche. L'allocazione delle risorse è volta a far fronte alle attività curricolari della scuola vista la difficoltà di reperimento di risorse diverse da quelle provenienti dal MIUR.

3.6 Sviluppo e valorizzazione delle risorse umane

Punti di Forza:

Negli ultimi anni l'unica attività di formazione rivolta a tutto il personale della scuola è stata quella relativa alla sicurezza nei luoghi di lavoro, mentre l'unica attività rivolta a tutto il corpo docente è stato il corso sulle problematiche legate agli alunni con DSA. Quest'ultima ha avuto una buona ricaduta sull'attività didattica e ha accresciuto le competenze professionali degli insegnanti. E' in corso la formazione sull'utilizzo delle nuove tecnologie nella didattica, soprattutto l'uso delle lavagne interattive, di cui però la scuola non è ancora in possesso. Durante l'anno scolastico 2016/2017 è stato svolto un corso di 30 ore sul curricolo verticale di italiano e di 30 ore sul curricolo verticale di matematica, volto ad introdurre pratiche didattiche finalizzate all'acquisizione di competenze da parte degli alunni.

Punti di Debolezza

Il punto di debolezza sta nel reperimento dei fondi da investire in formazione, avendo l'istituto, relativamente alla formazione, solo la disponibilità dei finanziamenti del MIUR. Gli istituti del territorio potrebbero sfruttare maggiormente la possibilità di fare rete e così economizzare gli investimenti in formazione, ma è pur vero che attività formative con la presenza di un gran numero di docenti possono risultare dispersive. Malgrado la rilevazione dei bisogni venga fatta ad ogni inizio di anno scolastico in sede di programmazione delle attività da parte del collegio dei docenti, non si riesce a mettere in atto quanto proposto dagli insegnanti.

Rubrica di valutazione

Criterio di qualità:

La scuola valorizza le risorse professionali, promuove percorsi formativi di qualita' e incentiva la collaborazione tra pari.

Situazione della scuola

2-

Motivazione

Le attività formative promosse dalla scuola sono ancora insufficienti; fra quelle proposte ci è comunque una buona adesione dei docenti, segno che intercettano i bisogni formativi degli insegnanti. Essendo insufficiente l'attività formativa i risultati nell'attività di insegnamento dei docenti sono conseguenzialmente limitati. Nella scuola non sono presenti molti gruppi di lavoro e non vi sono spazi di condivisione di materiali. Anche lo scambio e il confronto fra colleghi è da migliorare.

3.7 Integrazione con il territorio e rapporti con le famiglie

Punti di Forza:

L'Istituto ha sottoscritto negli ultimi anni diversi accordi di rete: due con le altre istituzioni scolastiche del territorio per la gestione del servizio di prevenzione e protezione negli ambienti di lavoro e per il reperimento del medico competente; uno finalizzato alla formazione del personale sulle nuove tecnologie; uno finalizzato alla fornitura di lavagne interattive multimediali. Per la prima volta negli ultimi anni sono stati siglati accordi di rete fra le istituzioni scolastiche del territorio, questo deve essere visto come un punto di partenza per uno sviluppo complessivo della collaborazione fra le scuole da estendersi anche ad altri campi. Le uniche collaborazioni con enti del territorio sono quelle con la ASL e con i Comuni.

Punti di Debolezza

L'Istituto ha stretto accordi di rete solo con altre istituzioni scolastiche e non con altri enti pubblici o privati del territorio. Sebbene gli accordi di rete abbiano avuto buoni risultati, la scuola non partecipa alle strutture di governo territoriali e non vi sono pertanto ricadute sull'offerta formativa.

Rubrica di valutazione

Criterio di qualità:

La scuola svolge un ruolo propositivo nella promozione di politiche formative territoriali e coinvolge le famiglie nella definizione dell'offerta formativa e nella vita scolastica.

Situazione della scuola

3- Con qualche criticita'

Motivazione

E' insufficiente l'integrazione della scuola con il territorio, i rapporti con gli Enti Locali e con i servizi territoriali, per quanto siano presenti, non sono integrati, ma hanno ancora un carattere di occasionalità e mancano di sistematicità. La collaborazione fra le scuole del territorio è migliorata rispetto agli anni precedenti, ma deve essere maggiormente sfruttata quale opportunità di miglioramento del servizio d'istruzione del territorio. Il rapporto della scuola con le famiglie è buono, i genitori sono collaborativi ma la scuola non offre molte occasioni di collaborazione. Infine, la comunicazione con le famiglie è migliorata con l'adozione del registro elettronico che permette ai genitori di verificare giornalmente le attività svolte a scuola e le valutazioni degli alunni.

  Dettaglio
Le priorita' si riferiscono agli obiettivi generali che la scuola si prefigge di...

... realizzare nel lungo periodo attraverso l'azione di miglioramento. Le priorita' che la scuola si pone devono necessariamente riguardare gli esiti degli studenti. Si suggerisce di specificare quale delle quattro aree degli Esiti si intenda affrontare (Risultati scolastici, Risultati nelle prove standardizzate nazionali, Competenze chiave europee, Risultati a distanza) e di articolare all'interno quali priorita' si intenda perseguire (es. Diminuzione dell'abbandono scolastico nel primo anno di secondaria di II grado; Riduzione della variabilita' fra le classi; Sviluppo delle competenze sociali degli studenti di secondaria di I grado, ecc.). Si suggerisce di individuare un numero limitato di priorita' (1 o 2 per scuola) selezionandole all’interno di una stessa area o al massimo di due aree degli Esiti degli studenti. I traguardi sono di lungo periodo e riguardano i risultati attesi in relazione alle priorita'. Si tratta di risultati previsti a lungo termine (3 anni). Essi articolano in forma osservabile e/o misurabile i contenuti delle priorita' e rappresentano le mete verso cui la scuola tende nella sua azione di miglioramento. Per ogni priorita' individuata deve essere articolato il relativo traguardo di lungo periodo. Essi pertanto sono riferiti alle aree degli Esiti degli studenti (es. in relazione alla priorita' strategica "Diminuzione dell'abbandono scolastico nel primo anno di secondaria di II grado", il traguardo di lungo periodo puo' essere definito come "Rientrare nella media di abbandoni regionali pari al 4%, e precisamente portare gli abbandoni della scuola al di sotto del 4%"). E' opportuno evidenziare che per la definizione del traguardo che si intende raggiungere non e' sempre necessario indicare una percentuale, ma una tendenza costituita da traguardi di riferimento a cui la scuola mira per migliorare, ovvero alle scuole o alle situazioni con cui e' opportuno confrontarsi

Priorità e Traguardi

Risultati scolastici

PRIORITA'

Innalzare il livello dei risultati degli studenti alle prove d’esame riducendo la percentuale degli alunni che conseguono valutazioni di 6 e di 7

TRAGUARDO

Diminuire la percentuale di alunni con valutazioni basse all'esame di stato

Obiettivi di processo collegati

- Promuovere una adeguata progettazione e valutazione per competenze che concretizzi il curricolo verticale di istituto e che preveda l’utilizzo di metodologie più innovative e coinvolgenti in grado di favorireo l'apprendimento di tutti gli studenti

- Migliorare l'apprendimento con l'introduzione di metodologie innovative che prevedano anche la valorizzazione delle nuove tecnologie

- Sviluppare una cultura della valutazione per competenze nei diversi gradi scolastici con l'elaborazione di strumenti condivisi


Risultati nelle prove standardizzate nazionali

PRIORITA'

Ridurre la varianza dei risultati fra le classi e nelle classi dell'istituto

TRAGUARDO

Diminuire la varianza dei risultati fra le classi e nelle classi, soprattutto in matematica

Obiettivi di processo collegati

- Promuovere una adeguata progettazione e valutazione per competenze che concretizzi il curricolo verticale di istituto e che preveda l’utilizzo di metodologie più innovative e coinvolgenti in grado di favorireo l'apprendimento di tutti gli studenti

- Migliorare l'apprendimento con l'introduzione di metodologie innovative che prevedano anche la valorizzazione delle nuove tecnologie

- Sviluppare una cultura della valutazione per competenze nei diversi gradi scolastici con l'elaborazione di strumenti condivisi


Competenze chiave europee

PRIORITA'

Innalzare il livello delle competenze chiave e di cittadinanza anche attraverso una adeguata progettazione e valutazione per competenze che concretizzi il curricolo verticale di istituto

TRAGUARDO

Introdurre nel PTOF una apposita sezione ed elaborare un progetto per lo sviluppo e la valuta di tali competenze

Obiettivi di processo collegati

- Promuovere una adeguata progettazione e valutazione per competenze che concretizzi il curricolo verticale di istituto e che preveda l’utilizzo di metodologie più innovative e coinvolgenti in grado di favorireo l'apprendimento di tutti gli studenti

- Migliorare l'apprendimento con l'introduzione di metodologie innovative che prevedano anche la valorizzazione delle nuove tecnologie

- Aumentare la percentuale degli alunni con piano educativo personalizzato. Attualmente il PDP viene predisposto solo per alunni con certificazioni

- Realizzare un piano triennale di formazione che tenga conto dei criteri e dei principi definiti dal Piano Nazionale di Formazione dei Docenti e che preveda lo scambio e il confronto delle buone pratiche all’interno della scuola

- Sviluppare una cultura della valutazione per competenze nei diversi gradi scolastici con l'elaborazione di strumenti condivisi


Risultati a distanza

PRIORITA'

Migliorare i risultati a distanza degli studenti anche mediante lo sviluppo di sistematiche azioni di continuità e orientamento con le scuole secondarie di secondo grado

TRAGUARDO

Avviare un progetto di continuità con l'Istituto superiore del territorio finalizzato a prevenire la dispersione

Obiettivi di processo collegati

- Avviare forme di continuità con L'Istituto superiore del territorio

- Istituire un NIV e uno staff del D.S. con specifici incarichi di coordinamento (referenti d’area , FF.SS., coordinatori dei dipartimenti) per l’attuazione e il monitoraggio del PTOF e del PdM e per favorire l’armonica integrazione tra area organizzativoamministrativa e area didattica

- Realizzare un piano triennale di formazione che tenga conto dei criteri e dei principi definiti dal Piano Nazionale di Formazione dei Docenti e che preveda lo scambio e il confronto delle buone pratiche all’interno della scuola

- Incrementare accordi di rete su tematiche che riguardino anche pratiche didattiche ed educative

- Presentare e illustrare il PTOF alle famiglie dei nuovi iscritti


MOTIVAZIONE SCELTA PRIORITA'

La dispersione scolastica è da ritenersi la maggiore criticità della scuola nel nostro territorio; essa ha molteplici cause, non tutte ascivibili alla scuola, tuttavia il servizio di istruzione e formazione ha il dovere di farsi carico del prblema della dispersone e programmare attività finalizzate alla sua prevenzione. Gli obiettivi scelti guardano tutti in quella direzione: migliorare le competenze in uscita degli alunni e lavorare in continuità con gli ordini di scuola superiore. Diverso il discorso sulle competenze di cittadinanza su cui la scuola deve ancora avviare una riflessione e una progettualità.

Gli obiettivi di processo rappresentano una definizione operativa delle attività...
... su cui si intende agire concretamente per raggiungere le priorita' individuate. Essi costituiscono degli obiettivi operativi da raggiungere nel breve periodo (un anno scolastico) e riguardano una o piu' aree di processo. Si suggerisce di indicare l'area o le aree di processo su cui si intende intervenire e descrivere gli obiettivi che la scuola si prefigge di raggiungere a conclusione del prossimo anno scolastico (es. Promuovere una figura di docente tutor per supportare gli studenti in difficolta' del primo anno dell'indirizzo linguistico nella scuola secondaria di II grado; Individuare criteri di formazione delle classi che garantiscano equi-eterogeneita'; Utilizzare criteri di valutazione omogenei e condivisi per la matematica nella scuola primaria; Ridurre gli episodi di esclusione e i fenomeni di bullismo nella scuola secondaria di I grado; ecc.).

Obiettivi di processo

Curricolo, progettazione e valutazione

Promuovere una adeguata progettazione e valutazione per competenze che concretizzi il curricolo verticale di istituto e che preveda l’utilizzo di metodologie più innovative e coinvolgenti in grado di favorireo l'apprendimento di tutti gli studenti

Sviluppare una cultura della valutazione per competenze nei diversi gradi scolastici con l'elaborazione di strumenti condivisi

Ambiente di apprendimento

Migliorare l'apprendimento con l'introduzione di metodologie innovative che prevedano anche la valorizzazione delle nuove tecnologie

Inclusione e differenziazione

Aumentare la percentuale degli alunni con piano educativo personalizzato. Attualmente il PDP viene predisposto solo per alunni con certificazioni

Continuita' e orientamento

Avviare forme di continuità con L'Istituto superiore del territorio

Orientamento strategico e organizzazione della scuola

Istituire un NIV e uno staff del D.S. con specifici incarichi di coordinamento (referenti d’area , FF.SS., coordinatori dei dipartimenti) per l’attuazione e il monitoraggio del PTOF e del PdM e per favorire l’armonica integrazione tra area organizzativoamministrativa e area didattica

Presentare e illustrare il PTOF alle famiglie dei nuovi iscritti

Sviluppo e valorizzazione delle risorse umane

Realizzare un piano triennale di formazione che tenga conto dei criteri e dei principi definiti dal Piano Nazionale di Formazione dei Docenti e che preveda lo scambio e il confronto delle buone pratiche all’interno della scuola

Integrazione con il territorio e rapporti con le famiglie

Incrementare accordi di rete su tematiche che riguardino anche pratiche didattiche ed educative

Contributo degli obiettivi di processo nel raggiungimento delle priorità